In difesa della grafica - Fuori orario

05 Settembre 2005

E’ decisamente fuori orario la semi-monografia sulla grafica presentata da Alias/il manifesto sabato 3 settembre.
E’, oggi, il momento di rivendicare l’esistenza del design a monte degli oggetti d’uso comune? E’ il momento di riepilogare archetipi della comunicazione visiva come esempi di incastonamento nell’immaginario collettivo? E’ il momento di riproporre la dicotomia tra il grafico artigiano e l’artista? E’ il momento per l’elogio della tipografia? Chi si deve deve convincere (”buy into”) dell’importanza della grafica?
Il pretesto è un manifesto farcito di banali proiezioni di “sviluppo culturale”, della atavica insofferenza verso un’imprenditoria/committenza facilona e “interventista”: è la costituzione di un “ministero della grafica”, un’associazione che tradisce con il nome, oltre l’ironia sottile sottile ed evanescente, un’ansia di riconoscimento e di istituzionalizzazione. Operazione con più di un punto oscuro (li vedremo) eppure oggi, sabato 3 settembre, in qualche modo “agitante”. Leggi il resto dell’articolo »

Disastri da cui imparare

18 Luglio 2005

Ho recentemente visto il documentario “Lost in La Mancha”, backstage di un film mai finito da Terry Gilliam. Funestato da eventi atmosferici, dalla salute del protagonista, dalla “maledizione di Don Quixote” che aveva precedentemente colpito anche Orson Welles, il film finisce alla deriva con pochissimo girato e con l’ombra delle assicurazioni che si allunga sulla propriet intellettuale di tutti i materiali prodotti.

Da un certo punto di vista, la vicenda *è* un film di Terry Gilliam, una tipica, prolungata faccenda compulsiva e ossessiva di un maschio bianco disadattato: Münchausen, il Re Pescatore alla ricerca del Graal, il cacciatore dell’Esercito delle Dodici Scimmie…
Ma quello che qui ci interessa è piuttosto la sequenza serrata di testimonianze, ora in diretta dal set, ora in differita, a disfatta compiuta. La serie di racconti e dialoghi costituisce una vera e propria lezione di project management (anzi, di disaster management, che purtroppo ha avuto un esito negativo) a cielo aperto.
Gilliam stesso è un progettista maniacale (lo si intuisce anche dai suoi film precedenti), ammette di essere attaccato ai suoi storyboard per cercare di mantenere in vita il suo progetto. Il montaggio è abilissimo, oltre che nel racconto di un’avventura sfortunata, nell’accostare meeting esecutivi tra i vari livelli di decisori e tra gli stakeholeders. Fatto salvo il dovuto scetticismo sulla veridicit di ogni scena ripresa, si ha la sensazione di assistere in diretta a decisioni vitali per il progetto, a momenti di conflitto sia interpersonale che interiore esteriorizzato e in qualche misura riconsiderato a posteriori.
Aleggia continuamente il dubbio sull’opportunit di proseguire o di “scendere dal treno”, si cercano responsabilit e anche un capro espiatorio. Il tutto in un contesto segnato da cifre ovviamente elevatissime (come si conviene a una produzione cinematografica ambiziosa) e da un mix esplosivo di gestione finanziaria e gestione dei rapporti personali. Il risultato è una drammaturgia molto emozionante e malinconica, sia per l’evoluzione controversa delle situazioni, sia per la presenza di spezzoni di girato che aumentano il rimpianto per l’opera mancata. Ma è anche, come dicevo, una piccola grande lezione (a volte da prendere “a contrario”) su disaster management e decision making.

Decodifica tuo figlio (per la sua sicurezza, ovvio)

02 Marzo 2005

Utilissimo articolo di Microsoft, che aiuta i genitori che non conoscono le lingue a interpretare il cosiddetto “leetspeak”, cioè lo slang di derivazione informatica, la cui caratteristica formale più evidente è la sostituzione di lettere con numeri.

L’articolo viaggia con una buona dose di ipocrisia, sospeso tra blande dichiarazioni di rispetto della privacy e la “necessit ” di un controllo (non vorrete mica che un federale bussi alla vostra porta per chiedere conto di infrazioni del copyright!).
L’estensore si dev’essere però alzato 5 minuti dalla scrivania, permettendo quindi a un sovversivo di inserire 2 righe sensate:

Bisogna ricordarsi che la comunit “leetspeak” incoraggia la creazione di nuove forme e la creativit individuale, producendo quindi un linguaggio scritto dinamico che elude il conformismo e la coerenza.

Accessibilit e architettura

29 Gennaio 2005

Interessante articolo sul blog di Joe Clark, dedicato alla riprogettazione di una biblioteca pubblica canadese. L’oggetto dell’articolo è una rampa che dovrebbe favorire l’accesso dei disabili, ma la cui progettazione non ha tenuto conto della neve che l’avrebbe ricoperta nella stagione invernale.
Scritta con la solita vena sarcastica di Clark, la piccola parabola contiene evidenti allusioni anche alla progettazione di altri tipi di accessibilit .

Quick ones

19 Gennaio 2005

Questo articolo conterr segnalazioni varie di risorse utili e interessanti. Verr periodicamente aggiornato.
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Con ogni mezzo necessario

25 Dicembre 2004

… compresa la pubblicit fra queste note!

Paola Tarino, Adriano Boano
Visto per censura
Clementina Perone e Aurora Benna – Il Novecento nella storia di due donne

Edizioni Seb 27
Prezzo: € 15.00
Scheda del libro e collegamenti per acquisto on-line

Ho dato un piccolo contributo tecnico all’opera realizzata da amici carissimi, ma il mio intervento non è il motivo per cui guadagna la prima e unica nota promozionale fra queste pagine (se si esclude, ovviamente, l’autopromozione della mia attivit ).
Il fatto è che, lavorando sui materiali per il CD-ROM allegato, ho percepito la passione e la dedizione riversate in questo ricalco amanuense di un’enciclopedia umana (Aurora Benna e il suo archivio di memorie).
Ammetto la mia probabile mancanza di obiettivit , ma confesso anche l’assoluta urgenza di diffondere la notizia di questa pubblicazione, dato che sarebbe triste non vedere riconosciuto lo straordinario lavoro di ricerca di Paola e Adriano.
Leggetevi dunque la scheda sul sito dell’editore, ordinate il libro alla vostra libreria di fiducia, oppure on-line, usando i link presenti a fianco della scheda; e, se apprezzerete il lavoro, diffondetelo!

PS - caso mai ci fossero dubbi in proposito: no, questa “pubblicit ” non è stata commissionata o richiesta da autori ed editore, inoltre non ricevo compensi relativi alle vendite del libro.

La fanfara del MIT - Codice dell’amministrazione digitale

28 Novembre 2004

Un comunicato stampa dai toni talvolta imbarazzanti annuncia la discussione del Codice dell’amministrazione digitale.

Parte la vera e propria grande riforma della Pubblica amministrazione digitale.

Mi sembra di averla gi sentita… un paio di volte l’anno negli ultimi 4-5 anni.

Il “Codice dell’amministrazione digitale”, che dovrebbe essere operativo nei primi mesi del 2005

Il condizionale è d’obbligo, soprattutto visto il triste destino dei decreti necessari all’applicazione dell’altra “grande opera” del ministro Stanca: la legge 4/2004 sull’accessibilit ai dei servizi informatici e telematici della PA.

Tanto per cominciare, prima di far squillare le trombe, sarebbe opportuno aspettare l’approvazione del codice. Di solito, gli annunci entusiasmanti è meglio farli di fronte a un “prodotto finito”, altrimenti (un ministero che si richiama esplicitamente - e con un pizzico di sprezzo del ridicolo - al MIT dovrebbe saperlo) si finisce a ingrossare le fila gi popolose dei produttori di “vaporware”.

Inoltre, leggendo la selezione di novit proposta nel comunicato, mi sembra di riconoscere parecchie azioni gi avviate da precedenti leggi e iniziative, salvo che qui, si spera, verranno spinte con maggior forza verso la definitiva applicazione ed adozione. Ma, scusate se mi ripeto, quali garanzie in questo senso può darci lo stesso legislatore che ci ha regalato l’inapplicata legge 4/2004 e un anno (ma non abbiamo ancora finito di aspettare) di attesa per i risultati dell’oracolo (i consiglieri e consulenti che hanno contribuito alla preparazione dei regolamenti)?

Non sono scettico sulle potenzialit innovative dell’informatica rispetto alla PA, ci mancherebbe! Ma prima di convocare gli angeli con le trombe e gli arcangeli coi tromboni, forse sarebbe meglio ricordarci che la comunicazione pubblica (anche quella dei ministeri più ambiziosi) non può essere assimilata agli strilli nei mercati o ai toni parossistici da telepromozione.

Bozza linee guida per accessibilit web (WCAG) dal W3C

28 Novembre 2004

Pubblicata un’altra bozza delle WCAG 2.0 del W3C. Dopo aver letto per mesi dibattiti sulla lista, oltre che appelli per salvare l’accessibilit da se stessa, questa volta mi dedicherò a leggere per intero la bozza, eventualmente commentandola. Il gruppo di lavoro richiede commenti in particolare su:

  1. Comprensibilit della bozza
  2. Chiarezza della relazione tra le linee guida e i 4 documenti con le “tecniche” (relazione spiegata nell’introduzione)
  3. Scrivere le WCAG assumendo che gli utenti abbiano dei browser conformi agli standard?
  4. Conviene mantenere le linee guida presenti in WCAG 1.0 che richiedono alternative a tecniche di scripting non accessibili?

Per farla finita con Seth Godin

20 Novembre 2004

Senza la pretesa di essere precisissimo, posso stimare per difetto che almeno 1 articolo su 3 sul blog di Seth Godin sia imperdibile, per cui, invece di imbastire una segnalazione dietro l’altra, lascio nel menù di navigazione a sinistra il collegamento al blog e qui, per comodit , il collegamento al documento Atom.

ComPA 2004 - Repertorio

12 Novembre 2004

Da 2-3 anni, rinuncio alla trasferta allo SMAU, dopo essere stato stroncato dall’overdose di nani e ballerine (soprattutto le seconde) subita nel momento di massimo boom della telefonia mobile, che aveva trasformato la fiera in un circo/discoteca. Comunque, anche prima del definitivo crollo, lo SMAU presentava soprattutto un problema: l’accumulazione di carta, che poi passava a macerare qualche settimana su una scrivania, prima di una veloce scorsa e di un rapido viaggio verso gli appositi raccoglitori differenziati.

Quest’anno ho visitato il salone ComPA, anche come ricognizione legata al prossimo master Publi.Com; il problema della carta si è riproposto, forse anche con maggior gravit , a giudicare dal peso totale dei materiali trascinati fuori dalla fiera (notare che avevo con me anche il notebook con cavetteria, oltre a biancheria varia). Ma ho deciso di affrontarlo di petto, compilando un repertorio con brevi schede per ogni opuscolo raccolto. Il repertorio non è esaustivo e forse non può neanche essere considerato un campione rappresentativo. Le annotazioni, sono principalmente appunti veloci che possono risultare anche incomprensibili per la loro sintesi. Usare con cautela. Altra avvertenza: le annotazioni riguardano il materiale cartaceo distribuito al ComPA, non siti web o altri tipi di materiale. Ho portato a casa anche una manciata di CD ROM, ma sinceramente non credo di farcela a sfogliarli, anche perché il fatto che siano pensati principalmente (solo) per Windows e mi costringano a fare piccoli salti mortali per vederne i contenuti non mi stimola troppo. Accetto, comunque, richieste di svolgere un’analisi a pagamento dei materiali multimediali… ;-)

Ma, prima del repertorio, alcune annotazioni… Leggi il resto dell’articolo »