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Disastri da cui imparare

Lunedì, Luglio 18th, 2005

Ho recentemente visto il documentario “Lost in La Mancha”, backstage di un film mai finito da Terry Gilliam. Funestato da eventi atmosferici, dalla salute del protagonista, dalla “maledizione di Don Quixote” che aveva precedentemente colpito anche Orson Welles, il film finisce alla deriva con pochissimo girato e con l’ombra delle assicurazioni che si allunga sulla proprietà intellettuale di tutti i materiali prodotti.

Da un certo punto di vista, la vicenda *è* un film di Terry Gilliam, una tipica, prolungata faccenda compulsiva e ossessiva di un maschio bianco disadattato: Münchausen, il Re Pescatore alla ricerca del Graal, il cacciatore dell’Esercito delle Dodici Scimmie…
Ma quello che qui ci interessa è piuttosto la sequenza serrata di testimonianze, ora in diretta dal set, ora in differita, a disfatta compiuta. La serie di racconti e dialoghi costituisce una vera e propria lezione di project management (anzi, di disaster management, che purtroppo ha avuto un esito negativo) a cielo aperto.
Gilliam stesso è un progettista maniacale (lo si intuisce anche dai suoi film precedenti), ammette di essere attaccato ai suoi storyboard per cercare di mantenere in vita il suo progetto. Il montaggio è abilissimo, oltre che nel racconto di un’avventura sfortunata, nell’accostare meeting esecutivi tra i vari livelli di decisori e tra gli stakeholeders. Fatto salvo il dovuto scetticismo sulla veridicità di ogni scena ripresa, si ha la sensazione di assistere in diretta a decisioni vitali per il progetto, a momenti di conflitto sia interpersonale che interiore esteriorizzato e in qualche misura riconsiderato a posteriori.
Aleggia continuamente il dubbio sull’opportunità di proseguire o di “scendere dal treno”, si cercano responsabilità e anche un capro espiatorio. Il tutto in un contesto segnato da cifre ovviamente elevatissime (come si conviene a una produzione cinematografica ambiziosa) e da un mix esplosivo di gestione finanziaria e gestione dei rapporti personali. Il risultato è una drammaturgia molto emozionante e malinconica, sia per l’evoluzione controversa delle situazioni, sia per la presenza di spezzoni di girato che aumentano il rimpianto per l’opera mancata. Ma è anche, come dicevo, una piccola grande lezione (a volte da prendere “a contrario”) su disaster management e decision making.